venerdì 6 aprile 2007

Full Metal Jacket (1987) - Regia di Stanley Kubrick

Full Metal Jacket è un film di Stanley Kubrick del 1987 ispirato al romanzo The Short-Timers di Gustav Harsford, un ex-marine e corrispondente di guerra che ha collaborato alla sceneggiatura .Secondo Kubrick l'opera di Harsford è un "un libro molto breve, scritto splendidamente in modo molto conciso"

Il film, che ha come sfondo la guerra in Vietnam, è diviso in due parti nettamente distinte: la prima ha come tema l'addestramento militare, mentre la seconda ci mostra i soldati in guerra.

Uno dei temi del film è l'odio tra gli uomini e il disprezzo della vita che lega tra di loro i personaggi del film: solo chi rinnega la propria ragione l'ha vinta in un mondo alquanto "arretrato".

South Carolina. in un campo di addestramento dei Marines, diciassette giovani civili vengono addestrati duramente alla guerra e trasformate in autentici strumenti di morte. Il sergente istruttore Hartmann infierisce su un goffo e spaurito campagnolo, soprannominato "Palla di Lardo", tardo ad imparare le nozioni e la disciplina. A suon di punizioni dal superiore ed i commilitoni diviene d'improvviso una valida recluta ed ottimo tiratore, a scapito della sua salute mentale. Il sergente cade ucciso sotto i colpi della sua recluta. Il protagonista Joker, in stanza nel Vietnam, lavora per un giornale militare. Stanco della monotonia delle retrovie e del peso della censura delle notizie, si fa spedire al fronte ad Hue trovandosi coinvolto nell'offensiva del Têt (1968) e divenendo testimone di ogni sorta di atrocità, tipica di ogni guerra.



Full Metal Jacket (il titolo si riferisce alla guaina di rame con cui sono blindati i proiettili) esce negli Stati Uniti il 26 giugno 1987 e sembra essere, sulla scia dei suoi predecessori, ad appena un anno di distanza dal pluripremiato Platoon di Oliver Stone, un altro film sul Vietnam. In realtà la pellicola di Kubrick è un film di guerra atipico, poiché, come ha scritto Sandro Bernardi, "il Vietnam da questo film è sparito"; la guerra è visibile in forma estremamente concentrata solo nella seconda parte dell'opera, in cui viene rappresentata anti-epicamente, al di fuori dell'iconografia cinematografica classica (cui nel 1958 si conforma anche, parzialmente, l'altro film di guerra di Kubrick, Orizzonti di gloria) che la vuole in primo piano.

Full Metal Jacket, rispetto ai precedenti film di guerra, e in modo particolare rispetto a tutti quelli sul coinvolgimento americano in Vietnam, è un film sulla psicologia della follia, sulla psicoticità della natura umana, ed è, in rapporto al modo ormai consolidato di fare cinema da parte di Kubrick, contrassegnato da quel "gusto per la sorpresa e per il cambiamento", in cui Michel Ciment ravvisa "uno dei segni della [sua] modernità", un oggetto spiazzante, un'opera in cui la familiarità dello spettatore con la tipologia cui esso dovrebbe appartenere, viene, come d'abitudine, mantenuta e tradita nel medesimo tempo. Cifra di un'assenza, il Vietnam è qui un referente del tutto elusivo, privo di qualsivoglia spessore simbolico, mentre il linguaggio totalmente anti-retorico che informa l'opera impedisce alla "guerra" di assurgere a metafora e la fa invece ricadere su sé stessa trasformandola in pura tautologia.


Curiosità



  • R. Lee Ermey (il sergente maggiore Hartman) è stato un vero sergente dei Marines. Inizialmente aveva il ruolo di "dirigere" l'attore che avrebbe dovuto strigliare i soldati, ma Kubrick lo scritturò dopo aver visto una videocassetta dove urlava insulti ed oscenità a dei soldati per quindici minuti di fila. Ma venne scelto anche per il suo caratteraccio : Ermey si lamentò che gli attori-soldati eran troppo rammolliti, e quando Kubrick non lo ascoltò urlò "Alzati in piedi quando ti parlo!", e il regista immediatamente obbedì. Quell'episodio siglò la parte di Ermey nel ruolo di Hartman.

  • R. Lee Ermey, sul set, ebbe un incidente in jeep. Spesso non muove il braccio sinistro.

  • Eccetto a "Full Metal Jacket - Un film di Stanley Kubrick", non ci sono altri titoli d'apertura.

  • R. Lee Ermey sbatte pochissime volte le palpebre, e non si vede mai senza il cappello.

  • Molte delle battute di Lee Ermey sono totalmente improvvisate. In particolare, è famosa sul set quella che urla a Cowboy : "tu sei uno di quelli che lo mette in culo a qualche poveraccio senza aver la cortesia di menarglielo davanti per sdebitarsi" (la vera frase è "and not even have the goddamned common courtesy to give him a reach-around"). Questa battuta non venne immediatamente capita, e Kubrick, decisamente irritato, fermò le macchine chiedendo una spiegazione. Ermey gliela spiegò molto esplicitamente, e Kubrick rimase così divertito che lo pregò di ripetere la scena.


Il video che proponiamo, in questo caso non corrisponde al tema musicale del film, ma ad una scena particolarmente "divertente" e cioè la parte pratica dell'addestramento delle reclute.....PALLA DI LARDO ! ! !

Disclaimer : il video non è consigliato ai bambini e a chi non ama il turpiloquio ! ! ! 








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